domenica, 24 febbraio 2008,23:36
lettera aperta a olga

cara olga, non ti conosco, ma ho letto la tua lettera aperta a ferrara sulla questione dell'aborto.


ho letto anche la sua non risposta e sinceramente la capisco. penso che ferrara sia stufo non di te ma di tutti quei commentatori che sono lì pronti a cavalcare il tuo dolore con un bel "poverina", facendo passare quello che poi interessa veramente loro, cioè la difesa del diritto di aborto senza se e senza ma.


perchè tu proponi a ferrara di adottarti per un paio di anni, e non mi sembra che lui intenda accettare l´idea, ma tutti quelli che ti sostengono non è che abbiano accettato la sfida,  semplicemente tutti questi tuoi amici di forum, sono solidali nel dire che tuo padre e tua madre avrebbero fatto meglio a non farti nascere.


ma se è solo questo il problema allora mi dispiace ma ferrara ti ha risposto quando ha banalmente chiesto se per te sarebbe stato meglio non essere mai nata. è questa la risposta che conta e che ti chiedo.


perchè se la risposta fosse affermativa, allora mi sai dire perchè tuo padre non ti abbia ancora ucciso? solo per paura della galera?


e perchè fino ad oggi non ti sei tolta la vita da sola?


e perchè ritieni che altri con la tua malattia non dovrebbero avere la tua stessa possibilità?


non fare come ferrara. rispondimi
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sabato, 16 febbraio 2008,14:32
l'aborto della ragione

volevo scrivere della questione aborto. è tre o quattro giorni che penso a come mettere in fila bene i miei pensieri per renderli chiari a chi disgraziatamente dovesse passare da questo blog.

ma ogni volta mi fermo, perchè mi rendo conto che scriverei cose talmente ovvie che chi non le capisse da solo non sarebbe in grado di farlo nemmeno se a guidarmi fosse la pallade atena in persona.

perchè a me sembra ovvio che se un feto ha il 40% di possibilità di essere affetto da questa sindrome, l'espressione aborto terapeutico non è nient'altro che un ossimoro.

mi sembra ovvio che se io sono una madre e decido che mio figlio, in quanto affetto dalla summenzionata sindrome, è meglio che non viva non faccio altro che selezionarlo, e che questa selezione si chiama eugenetica.

mi sembra ovvio che un esserino che ha braccia, gambe, cuore, cervello, che fa la pipì, dorme, ride, scalcia, si succhia il pollice non sia una potenziale vita umana ma una vita umana in atto.

e mi sembra ovvio che se a quella vita umana in atto si decide di porre termine arbitrariamente si è uccisa una vita umana.

mi fermo qui. è il post più ovvio che abbia mai scritto. ed è un dolore enorme accorgersi di come spesso la menzogna sembri più ovvia della verità.
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venerdì, 21 dicembre 2007,12:31

perchè toccare caino quando è molto più semplice incularsi abele?


moratoria per la pena di morte: yuhuuu! evviva! una conquista di cività! il punto di partenza per un divieto mondiale!

ok, sono d'accordo su tutto. però, come da tempo non facevo, lascio le mie osservazioni.


nel mondo ci sono alcuni stati sovrani che hanno delle leggi in cui si prevede, per alcuni reati, di poter uccidere il colpevole. ci sono di contro altri stati sovrani, che hanno una sensibilità diversa e che ritengono che non sia moralmente ed eticamente accettabile uccidere qualcuno, qualsiasi malefatta abbia messo in atto.


ora questi stati più sensibili si ritengono moralmente superiori e hanno deciso che è giusto imporre agli altri stati la loro visione del mondo, della legge e della vita.


è ammissibile una cosa del genere? a mio parere sì.


però la cosa curiosa è che quelli che hanno messo su tutto sto can can sono gli stessi che se il papa si pronuncia contro l'aborto parlano di ingerenze del vaticano nel nostro ordinamento.


ma andate a impiccarvi.

venerdì, 19 gennaio 2007,22:34

diamante


guardo l’auto che si affianca alla mia. c’è dentro un pilota che fuma. poveretto.

penso a come sta buttando via la sua esistenza tutto concentrato a succhiare il suo veleno. poi mi guardo e mi accorgo che anche io ho tra le dita la mia fedele camel.

che pirla.


un po’ come quando mi rivolgo a dio per chiedere qualcosa e so che qualsiasi cosa accada lui mi darà una mano, nonostante sia un pirla con la sigaretta tra le dita, nonostante abbia tirato dritto, di fronte al mendicante che mi si avvicinava. non si meritava il mio aiuto. che andasse a lavorare come tutta la gente per bene. manco fosse scalzone. manco fossi io.


james brown una volta andò dal papa e gli disse "santità ho deciso mollo la musica", e il papa: "non lo faccia!". "perchè?" chiese james brown. "perchè lei è uno che fa le cose fino in fondo".


signori che giornata...

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giovedì, 04 gennaio 2007,12:01
primo dell'anno

siamo soli, diceva qualcuno, soprattutto quando gli altri se ne sono andati, aggiungo io.

in biblioteca sentivo due ragazzi parlare del senso religioso. uno interrogato sulla prima premessa, per la cronaca il realismo, rispondeva "andare a messa la domenica". una prova in più, se ancora ce ne fosse bisogno, che l'uomo di oggi vede la fede come una serie di regole e basta.

mi è venuto in mente don giussani che citando elliot si domandava se fossero gli uomini ad aver abbandonato la chiesa o la chiesa ad aver abbandonato gli uomini.

poi apro il codice civile e leggo che se trovo un'oggetto per strada non me lo posso tenere ma devo darlo in custodia al sindaco per un anno. mi ci vedo, io, a palazzo marino con un ombrello in mano: "sig.ra moratti mi scusi, avrei trovato questo sul tram. me lo tiene cortesemente nel suo ufficio 365 giorni che poi passo a riprenderlo? mi raccomando, non se lo faccia fregare!". e allora mi chiedo, ma sono gli uomini che non rispettano la legge o è la legge che non rispetta gli uomini?

e tutto questo era per dire che ognuno pensa di essere speciale, ognuno desidera essere speciale, così fottutamente speciale, soprattutto quando non riesce a dormire e ripensa alla vita passata, che ne so al capodanno 10 anni fa, quando c'era la neve e si potevano fare i testacoda, all'alba, in giro per la città.

in giro per la città adesso ci vado in bicicletta e vedo le facce della gente e dico che no, a pensarci bene non sono proprio come loro, e qualcuno, anzi tutti, dovrebbero accorgersene. qualcuno se ne accorge, quasi tutti no, e allora forse significa che anche io sono un po' come tutti gli altri, chiuso nella mia scatoletta, nemmeno delle più belle.

e alla fine cosa mi resta di oggi? solo una frase di s.agostino presa dalla prima premessa di cui sopra: "io cerco per sapere qualcosa, non per pensarla".

è un punto di vista interessante.

dà da pensare.
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sabato, 23 dicembre 2006,09:53

la mia vita, quella di welby e il divino contrabbandiere


la scuola dei miei primi due anni di medie si trova in una zona in cui non passavo da anni. L’altro giorno l’ho fatto e ho  rivisto il luogo che, nella hit parade dei miei incubi, è secondo solo alla caserma della naja.

sarà una sensazione comune, ma un tempo tutto mi sembrava più grande, anche il muretto dove al mattino mi mettevo a fare tutti i compiti che il giorno prima avevo allegramente ignorato.

quando si è bambini non si può dire di avere fede, o forse si ha una fede più autentica. la percezione della realtà come qualcosa di esterno, che si scopre giorno per giorno, e l’idea che dietro tutto si nasconda un autore non pare così campata per aria. da grandi è diverso; ormai la realtà è abitudine e non ci si stupisce più di nulla e ci tocca ragionare sul perché e sul per come, facendo cento passi inutili per uno nella direzione giusta. però anche in questo modo, passo dopo passo, incontro dopo incontro si prende una direzione certa. si matura una fede che ti illumina i passi oppure si diventa nichilisti e arrabbiati.

a 10 anni si sta in mezzo. per quanto m riguarda era un periodo che se non fosse stato per la mia famiglia e per la scoperta di battisti avrei vissuto interpretando la vita come un unico gigantesco accanimento terapeutico.

così l’altro giorno, pensando tutto questo accendo la radio per il consueto ascolto di stampa e regime e ricevo la notizia dellla morte di piergiorgio welby.

si potrebbero dire tante cose e tante se ne stanno dicendo, ognuno accecato dalla sua ideologia, perché è vero che mi fa orrore volontè quando lancia strali sull’etica della faccenda senza essersi degnato di andare una volta a fare compagnia a welby, ma è anche vero che gli amici radicali hanno completamente saltato a piè pari welby coprendosi della retorica da due lire del “non lo facciamo per rispettare la legge” e poi “lo facciamo perché lo ha chiesto lui”. eh no! a me pare che il caso sia stato fatto crescere lentamente come un palloncino, e nel momento di massima grandezza sia stato preso uno spillo per farlo esplodere con il massimo rumore possibile. paradossalmente anche lo sciopero dei giornalisti ha creato un vuoto in cui il rimbombo è stato ancora più forte.

e allora che dire? non ho mai scritto nulla su welby, per pudore, per il pudore di uno che, faticando sulla propria vita, non si doveva permettere di imporre a un altro le regole per vivere “correttamente” la sua.

poi finita la rassegna stampa sono passato al cd, alla “ninna nanna” del contrabbandiere di davide van de sfroos. parla di una mamma che canta al suo bambino e la ninna nanna è una preghiera perché gesù protegga il papà contrabbandiere, che in quella notte si sta arrampicando per le montagne cercando di non farsi prendere. il bambino prega, e addormentandosi sogna di arrampicarsi anche lui con il suo papà. la canzone termina con la preghiera a gesù che non portava la bricolla ma la croce, ma anche lui era un contrabbandiere, uno che ha portato da un altro mondo, oltre la frontiera dell’aldilà, la speranza che solo la verità ti può dare, la speranza che magari a qualcuno nelle condizioni di welby dà la forza e il coraggio per accettare di vivere un giorno in più in questa vita vissuta di sfroos, di frodo, anche solo per domandarsi che senso abbia tutto ciò.

ecco, a welby avrei detto questo, e dopodomani gli avrei anche augurato buon natale..


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giovedì, 07 dicembre 2006,22:08

laici, laicissimi, praticamente confessionali


domani la chiesa cattolica festeggia l’immacolata concezione di maria vergine santissima e madre di cristo. dato che siamo in un paese di tradizione cristiana cattolica di santa romana chiesa è festa nazionale. in pratica non si lavora e non si studia.

mi sarebbe piaciuto leggere su qualche quotidiano o almeno nel giro dei blog illuminati, i lamenti dei laicisti di come non sia possibile che nel terzo millennio un paese laico si fermi per qualcosa che ha a che fare con quel pericoloso germe chiamato religione. mi sarebbe piaciuto, questa volta, sentir parlare di integralismo cattolico. e mi piacerebbe, uscendo di casa domani per andare a lavorare, io cattolico, vedere tutti i laicisti che come forma di protesta nei confronti di questa teocrazia vaticana sul suolo italico, decidono non stare a casa a dormire o di andare a passeggiare a cortina, ma di recarsi in fabbrica e in ufficio.

non sarà così, e non fa nulla. però se un giorno decidessi di andare in piazza a manifestare contro i pacs, fatemi una cortesia: anche quel giorno andate a sciare.

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venerdì, 17 novembre 2006,18:03
san precario, ti prego, fulminali

stamane parto da casa per recarmi al mio lavoro, al mio lavoro precario. fatti pochi chilometri chi ti incontro? quesi simpaticoni della cgil che manifestano contro il lavoro precario. mezz'ora di tempo buttata nel traffico e conseguente ritardo nell'arrivo al lavoro.

se la manifestazione era davvero contro il lavoro precario direi che ha funzionato. il mio lavoro precario l'hanno dannegiato.
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