clemente tieni duro! montesquieu è dalla tua parte!
"vi sono in ogni stato tre specie di poteri: il potere legislativo, il potere esecutivo delle cose che dipendono dal diritto delle genti, ed il potere esecutivo delle cose che dipendono dal diritto civile. grazie al primo, il principe o il magistrato fa delle leggi per un certo tempo o per sempre e emenda o abroga quelle che sono già fatte. grazie al secondo, fa la pace o la guerra, invia o riceve ambasciate, organizza la difesa, previene le invasioni. grazie al terzo, punisce i delitti, o giudica le controversie dei privati. chiameremo quest'ultimo potere giudiziario e l'altro semplicemente potere esecutivo dello stato. la libertà politica è quella tranquillità di spirito che la coscienza della propria sicurezza dà a ciascun cittadino; e condizione di questa libertà è un governo organizzato in modo tale che nessun cittadino possa temere un altro. quando nella stessa persona o nello stesso corpo di magistratura, il potere legislativo è unito al potere esecutivo, non esiste libertà; perché si può temere che lo stesso monarca o lo stesso senato facciano delle leggi tiranniche per eseguirle tirannicamente. e non vi è libertà neppure quando il potere giudiziario non è separato dal potere legislativo o da quello esecutivo. se fosse unito al potere legislativo, il potere sulla vita e sulla libertà dei cittadini sarebbe arbitrario: poiché il giudice sarebbe il legislatore. se fosse unito al potere esecutivo, il giudice potrebbe avere la forza di un oppressore. tutto sarebbe perduto se un'unica persona o un unico corpo di notabili, di nobili o di popolo esercitasse questi tre poteri: quello di fare le leggi, quello di eseguire le risoluzioni pubbliche e quello di punire i delitti o le controversie dei privati".
montesquieu - “ lo spirito delle leggi” - capitolo x “della corruzione del principio del governo dispotico”
commento: povero di pietro, un tempo interrogava prodi, adesso deve chiedere le dimissioni di mastella...
"vi sono in ogni stato tre specie di poteri: il potere legislativo, il potere esecutivo delle cose che dipendono dal diritto delle genti, ed il potere esecutivo delle cose che dipendono dal diritto civile. grazie al primo, il principe o il magistrato fa delle leggi per un certo tempo o per sempre e emenda o abroga quelle che sono già fatte. grazie al secondo, fa la pace o la guerra, invia o riceve ambasciate, organizza la difesa, previene le invasioni. grazie al terzo, punisce i delitti, o giudica le controversie dei privati. chiameremo quest'ultimo potere giudiziario e l'altro semplicemente potere esecutivo dello stato. la libertà politica è quella tranquillità di spirito che la coscienza della propria sicurezza dà a ciascun cittadino; e condizione di questa libertà è un governo organizzato in modo tale che nessun cittadino possa temere un altro. quando nella stessa persona o nello stesso corpo di magistratura, il potere legislativo è unito al potere esecutivo, non esiste libertà; perché si può temere che lo stesso monarca o lo stesso senato facciano delle leggi tiranniche per eseguirle tirannicamente. e non vi è libertà neppure quando il potere giudiziario non è separato dal potere legislativo o da quello esecutivo. se fosse unito al potere legislativo, il potere sulla vita e sulla libertà dei cittadini sarebbe arbitrario: poiché il giudice sarebbe il legislatore. se fosse unito al potere esecutivo, il giudice potrebbe avere la forza di un oppressore. tutto sarebbe perduto se un'unica persona o un unico corpo di notabili, di nobili o di popolo esercitasse questi tre poteri: quello di fare le leggi, quello di eseguire le risoluzioni pubbliche e quello di punire i delitti o le controversie dei privati".
montesquieu - “ lo spirito delle leggi” - capitolo x “della corruzione del principio del governo dispotico”
commento: povero di pietro, un tempo interrogava prodi, adesso deve chiedere le dimissioni di mastella...










