giovedì, 04 gennaio 2007,12:01
primo dell'anno

siamo soli, diceva qualcuno, soprattutto quando gli altri se ne sono andati, aggiungo io.

in biblioteca sentivo due ragazzi parlare del senso religioso. uno interrogato sulla prima premessa, per la cronaca il realismo, rispondeva "andare a messa la domenica". una prova in più, se ancora ce ne fosse bisogno, che l'uomo di oggi vede la fede come una serie di regole e basta.

mi è venuto in mente don giussani che citando elliot si domandava se fossero gli uomini ad aver abbandonato la chiesa o la chiesa ad aver abbandonato gli uomini.

poi apro il codice civile e leggo che se trovo un'oggetto per strada non me lo posso tenere ma devo darlo in custodia al sindaco per un anno. mi ci vedo, io, a palazzo marino con un ombrello in mano: "sig.ra moratti mi scusi, avrei trovato questo sul tram. me lo tiene cortesemente nel suo ufficio 365 giorni che poi passo a riprenderlo? mi raccomando, non se lo faccia fregare!". e allora mi chiedo, ma sono gli uomini che non rispettano la legge o è la legge che non rispetta gli uomini?

e tutto questo era per dire che ognuno pensa di essere speciale, ognuno desidera essere speciale, così fottutamente speciale, soprattutto quando non riesce a dormire e ripensa alla vita passata, che ne so al capodanno 10 anni fa, quando c'era la neve e si potevano fare i testacoda, all'alba, in giro per la città.

in giro per la città adesso ci vado in bicicletta e vedo le facce della gente e dico che no, a pensarci bene non sono proprio come loro, e qualcuno, anzi tutti, dovrebbero accorgersene. qualcuno se ne accorge, quasi tutti no, e allora forse significa che anche io sono un po' come tutti gli altri, chiuso nella mia scatoletta, nemmeno delle più belle.

e alla fine cosa mi resta di oggi? solo una frase di s.agostino presa dalla prima premessa di cui sopra: "io cerco per sapere qualcosa, non per pensarla".

è un punto di vista interessante.

dà da pensare.
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sabato, 23 dicembre 2006,09:53

la mia vita, quella di welby e il divino contrabbandiere


la scuola dei miei primi due anni di medie si trova in una zona in cui non passavo da anni. L’altro giorno l’ho fatto e ho  rivisto il luogo che, nella hit parade dei miei incubi, è secondo solo alla caserma della naja.

sarà una sensazione comune, ma un tempo tutto mi sembrava più grande, anche il muretto dove al mattino mi mettevo a fare tutti i compiti che il giorno prima avevo allegramente ignorato.

quando si è bambini non si può dire di avere fede, o forse si ha una fede più autentica. la percezione della realtà come qualcosa di esterno, che si scopre giorno per giorno, e l’idea che dietro tutto si nasconda un autore non pare così campata per aria. da grandi è diverso; ormai la realtà è abitudine e non ci si stupisce più di nulla e ci tocca ragionare sul perché e sul per come, facendo cento passi inutili per uno nella direzione giusta. però anche in questo modo, passo dopo passo, incontro dopo incontro si prende una direzione certa. si matura una fede che ti illumina i passi oppure si diventa nichilisti e arrabbiati.

a 10 anni si sta in mezzo. per quanto m riguarda era un periodo che se non fosse stato per la mia famiglia e per la scoperta di battisti avrei vissuto interpretando la vita come un unico gigantesco accanimento terapeutico.

così l’altro giorno, pensando tutto questo accendo la radio per il consueto ascolto di stampa e regime e ricevo la notizia dellla morte di piergiorgio welby.

si potrebbero dire tante cose e tante se ne stanno dicendo, ognuno accecato dalla sua ideologia, perché è vero che mi fa orrore volontè quando lancia strali sull’etica della faccenda senza essersi degnato di andare una volta a fare compagnia a welby, ma è anche vero che gli amici radicali hanno completamente saltato a piè pari welby coprendosi della retorica da due lire del “non lo facciamo per rispettare la legge” e poi “lo facciamo perché lo ha chiesto lui”. eh no! a me pare che il caso sia stato fatto crescere lentamente come un palloncino, e nel momento di massima grandezza sia stato preso uno spillo per farlo esplodere con il massimo rumore possibile. paradossalmente anche lo sciopero dei giornalisti ha creato un vuoto in cui il rimbombo è stato ancora più forte.

e allora che dire? non ho mai scritto nulla su welby, per pudore, per il pudore di uno che, faticando sulla propria vita, non si doveva permettere di imporre a un altro le regole per vivere “correttamente” la sua.

poi finita la rassegna stampa sono passato al cd, alla “ninna nanna” del contrabbandiere di davide van de sfroos. parla di una mamma che canta al suo bambino e la ninna nanna è una preghiera perché gesù protegga il papà contrabbandiere, che in quella notte si sta arrampicando per le montagne cercando di non farsi prendere. il bambino prega, e addormentandosi sogna di arrampicarsi anche lui con il suo papà. la canzone termina con la preghiera a gesù che non portava la bricolla ma la croce, ma anche lui era un contrabbandiere, uno che ha portato da un altro mondo, oltre la frontiera dell’aldilà, la speranza che solo la verità ti può dare, la speranza che magari a qualcuno nelle condizioni di welby dà la forza e il coraggio per accettare di vivere un giorno in più in questa vita vissuta di sfroos, di frodo, anche solo per domandarsi che senso abbia tutto ciò.

ecco, a welby avrei detto questo, e dopodomani gli avrei anche augurato buon natale..


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giovedì, 07 dicembre 2006,22:08

laici, laicissimi, praticamente confessionali


domani la chiesa cattolica festeggia l’immacolata concezione di maria vergine santissima e madre di cristo. dato che siamo in un paese di tradizione cristiana cattolica di santa romana chiesa è festa nazionale. in pratica non si lavora e non si studia.

mi sarebbe piaciuto leggere su qualche quotidiano o almeno nel giro dei blog illuminati, i lamenti dei laicisti di come non sia possibile che nel terzo millennio un paese laico si fermi per qualcosa che ha a che fare con quel pericoloso germe chiamato religione. mi sarebbe piaciuto, questa volta, sentir parlare di integralismo cattolico. e mi piacerebbe, uscendo di casa domani per andare a lavorare, io cattolico, vedere tutti i laicisti che come forma di protesta nei confronti di questa teocrazia vaticana sul suolo italico, decidono non stare a casa a dormire o di andare a passeggiare a cortina, ma di recarsi in fabbrica e in ufficio.

non sarà così, e non fa nulla. però se un giorno decidessi di andare in piazza a manifestare contro i pacs, fatemi una cortesia: anche quel giorno andate a sciare.

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martedì, 19 settembre 2006,18:48
il relativismo dogmatico di chi non vuole dogmi

mentre persino ahmadinejad prende le difese del papa, in italia ci tocca confrontarci con i soliti relativisti da due lire, quelli che confondono il logos con il log in e che della lezione di regensburg sanno solo che non andava fatta, ma non sanno dire il perchè. alzi la mano chi ha letto o sentito qualcuno contestare nel merito benedetto xvi. a me pare nessuno. il problema è per tutti di tipo politico.

o che strano, adesso vien fuori che a conti fatti siamo di fronte ad un'ingerenza della politica nelle faccende di chiesa! se capezzone e pannella sono d'accordo gli propongo di andare insieme in piazza duomo a milano a stracciarci tutti insieme le vesti. tranquilli, non lo faranno. proprio ieri su radio radicale sentivo un tizio (mi spiace ma sono arrivato a metà e non so chi fosse) che lodava il tanto vituperato relativismo, l'unica dottrina che permette il dialogo, diversamente dai monoteismi che con la loro pretesa di essere la vera religione creano muri nel confronto con quanto diverso. mi si permetta un'obiezione: la conseguenza di questa posizione è che il relativista può dialogare solo con un altro relativista perchè con uno che non è disposto a rinunciare alla sua verità non ci sarebbe alcuno spazio di discussione. e allora se per andare d'amore e d'accordo bisogna diventare tutti relativisti mi spiegate che differenza c'è tra il dogma di fede e il dogma relativista?
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domenica, 17 settembre 2006,20:54

islam: assumere con moderazione?


e ci risiamo, i musulmani di tutto il mondo sono in piazza a protestare. e va beh! cosa vuoi che sia, li conosciamo i nostri fratelli nel dio unico di abramo, che anche nel corano ci sono gesù e la madonna, che l’islam è la religione della pace e della sottomissione (ma sottomissione di chi a chi?) etc. sono così, un po’ scalmanati, basta non offenderli e se ne stanno buonini. quello che non capisco sono i commentatori, quando parlano dell’islam che non è solo quello dei fanatici ma esiste anche quello moderato. mi piacerebbe approfondire cosa intendano. che io sappia il concetto di moderazione indica un aspetto quantitativo. se io mi bevo un litro di vino a pasto sono un bevitore eccessivo tanto da rovinarmi la salute, se invece mi fermo a un bicchiere allora sono moderato e il vino mi fa buon sangue. mi dispiace, ma la religione è un altro affare. si parla dell’infinito e questi vogliono misurarlo col bilancino?


allora qui il punto non è capire moralisticamente fino a dove possiamo tollerare l’islam,  ma si tratta di capire cosa sia l’islam, e quali siano i veri musulmani. io in questi giorni sto vedendo masse di esagitati che nel nome dell’islam minacciano di morte il papa e nono disdegnano di attaccare edifici sacri dei loro fratelli crociati uccidendo anche una suora. ma non vedo grandi manifestazioni di disapprovazione di musulmani moderati, i veri musulmani.

ohe! ci siete? fatevi sentire perché qui si potrebbe pensare che la guerra santa anche presa con moderazione possa nuocere alla salute. più del vino.

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venerdì, 15 settembre 2006,20:49

è morta oriana fallaci


nel suo ultimo intervento chiamava ancora una volta alla difesa dell'occidente. ed erano pochi quelli che stavano dalla sua parte. come arma contro di le veniva utilizzato addirittura l'accostamento al papa, quasi a voler offendere il suo passato di mangiapreti. lei una paladina del libero pensiero veniva tacciata di oscurantismo, dagli oscurantisti più oscurantisti che ci siano, quelli dell'illuminismo intollerante.


oggi qualcuno tace e qualcuno attacca. altri difendono, ma sono i soliti bla bla, i coccodrilli preparati con anni di anticipo. e nessuno si accorge di avere, come sempre il suo bel paraocchi per tenere tranquilla la coscienza e serena l'esistenza.


proprio oggi, quasi come uno scherzo del destino, a poco più di anno dall'ultimo intervento di oriana sulle pagine dei giornali scoppiano le polemiche islamiche contro il discorso del papa all'università di regensburg.


bene signori, il tema dell'incontro era "fede, ragione e università" e il papa, che mi scuserà se sintetizzo oltre i limiti del banale, ha semplicemente detto: la religione nasce dalla ragione; la guerra è contro la ragione; facciamo un bel sillogismo e viene fuori che dalla religione secondo ragione non può saltar fuori la guerra. risultato: il papa ha ooffeso l'islam.


a questo punto io mi immagino di essere su un palco a parlare a una platea e faccio un discorso di questo genere: "ritengo che l'igiene sia una cosa importante che facilita la convivenza civile e ritengo che sia bene per un miglior benessere generale che ogni uomo di buona volontà si faccia frequentemente la doccia". a quel punto si alza un tizio che mi urla "lei ha offeso me e i miei parenti e io non voglio avere nulla a che fare con lei finchè non riceverò le sue scuse". cosa potrei pensare se non che il tizio probabilmente è poco avvezzo all'uso del sapone?


in altre parole questi musulmani moderati starnazzerebbero così tanto se non fosse che slegare la guerra santa dall'islam equivale ad una gravissima offesa? o forse è il concetto di ragione che proprio non riescono a digerire?




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