siamo soli, diceva qualcuno, soprattutto quando gli altri se ne sono andati, aggiungo io.
in biblioteca sentivo due ragazzi parlare del senso religioso. uno interrogato sulla prima premessa, per la cronaca il realismo, rispondeva "andare a messa la domenica". una prova in più, se ancora ce ne fosse bisogno, che l'uomo di oggi vede la fede come una serie di regole e basta.
mi è venuto in mente don giussani che citando elliot si domandava se fossero gli uomini ad aver abbandonato la chiesa o la chiesa ad aver abbandonato gli uomini.
poi apro il codice civile e leggo che se trovo un'oggetto per strada non me lo posso tenere ma devo darlo in custodia al sindaco per un anno. mi ci vedo, io, a palazzo marino con un ombrello in mano: "sig.ra moratti mi scusi, avrei trovato questo sul tram. me lo tiene cortesemente nel suo ufficio 365 giorni che poi passo a riprenderlo? mi raccomando, non se lo faccia fregare!". e allora mi chiedo, ma sono gli uomini che non rispettano la legge o è la legge che non rispetta gli uomini?
e tutto questo era per dire che ognuno pensa di essere speciale, ognuno desidera essere speciale, così fottutamente speciale, soprattutto quando non riesce a dormire e ripensa alla vita passata, che ne so al capodanno 10 anni fa, quando c'era la neve e si potevano fare i testacoda, all'alba, in giro per la città.
in giro per la città adesso ci vado in bicicletta e vedo le facce della gente e dico che no, a pensarci bene non sono proprio come loro, e qualcuno, anzi tutti, dovrebbero accorgersene. qualcuno se ne accorge, quasi tutti no, e allora forse significa che anche io sono un po' come tutti gli altri, chiuso nella mia scatoletta, nemmeno delle più belle.
e alla fine cosa mi resta di oggi? solo una frase di s.agostino presa dalla prima premessa di cui sopra: "io cerco per sapere qualcosa, non per pensarla".
è un punto di vista interessante.
dà da pensare.










