mercoledì, 16 gennaio 2008,22:43
clemente tieni duro! montesquieu è dalla tua parte!

"vi sono in ogni stato tre specie di poteri: il potere legislativo, il potere esecutivo delle cose che dipendono dal diritto delle genti, ed il potere esecutivo delle cose che dipendono dal diritto civile. grazie al primo, il principe o il magistrato fa delle leggi per un certo tempo o per sempre e emenda o abroga quelle che sono già fatte. grazie al secondo, fa la pace o la guerra, invia o riceve ambasciate, organizza la difesa, previene le invasioni. grazie al terzo, punisce i delitti, o giudica le controversie dei privati. chiameremo quest'ultimo potere giudiziario e l'altro semplicemente potere esecutivo dello stato. la libertà politica è quella tranquillità di spirito che la coscienza della propria sicurezza dà a ciascun cittadino; e condizione di questa libertà è un governo organizzato in modo tale che nessun cittadino possa temere un altro. quando nella stessa persona o nello stesso corpo di magistratura, il potere legislativo è unito al potere esecutivo, non esiste libertà; perché si può temere che lo stesso monarca o lo stesso senato facciano delle leggi tiranniche per eseguirle tirannicamente. e non vi è libertà neppure quando il potere giudiziario non è separato dal potere legislativo o da quello esecutivo. se fosse unito al potere legislativo, il potere sulla vita e sulla libertà dei cittadini sarebbe arbitrario: poiché il giudice sarebbe il legislatore. se fosse unito al potere esecutivo, il giudice potrebbe avere la forza di un oppressore. tutto sarebbe perduto se un'unica persona o un unico corpo di notabili, di nobili o di popolo esercitasse questi tre poteri: quello di fare le leggi, quello di eseguire le risoluzioni pubbliche e quello di punire i delitti o le controversie dei privati".

montesquieu - “ lo spirito delle leggi” - capitolo x “della corruzione del principio del governo dispotico”



commento: povero di pietro, un tempo interrogava prodi, adesso deve chiedere le dimissioni di mastella...
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mercoledì, 29 novembre 2006,12:30

deaglio non disputandum. al massimo sputandum.


premetto che manco dall'informazione italiana da una sessantina di ore, ma l'ultima notizia udita sul caso deaglio diceva che alla fine il servizio di deaglio era una bufala. non era vero nulla in quanto, in italia quel sistema non funziona. in parole povere, per contare si usa ancora carta e penna.


mi spiace di essermi perso le reazioni del nostro saggio mondo politico,  in particolare di rutelli, che di solito è in grado di dire cose di un'arguzia e di una finezza da farti meditare di smettere di pensare, però mi sono imbattuto in questa intervista del minsitro di pietro sull'argomento. ne commento per piacer mio alcuni passaggi.


«Enrico Deaglio è una persona più che perbene. E di sicuro è sempre in buona fede»

ecchissenefrega. mentire accusando la calunnia non si fa. nemmeno in buona fede.


«(però) ha commesso un errore. Nel suo film sulla notte delle elezioni c'è una leggerezza di fondo»

leggero... bella questa parola. un po' leggerezza, e un può di buona fede e arrvi dappertutto. magari sei un mgistrato e arrivi addirittura a diventare ministro.


«noi abbiamo bisogno di persone come Deaglio che hanno ancora il coraggio di fare del giornalismo d'inchiesta»

noi chi? il governo? io non ne ho bisogno. personalmente avrei bisogno di molte altre cose, ma di giornalisti che fanno servizi falsi contro gli avversari politici no, non credo di averne bisogno.


«La magistratura non può aprire un procedimento su questa storia, perché l'impostazione data da Deaglio va bene solo per gli Stati Uniti. Per intenderci: non si può aprire un fascicolo per omicidio perché qualcuno dice che tu sei morto, e invece tu sei vivo. Mi spiego?»

no caro ministro, le spiego io, è come se uno dice che lei ha ucciso qualcuno e quel qualcuno è invece vivo, ed è molto diverso. in ogni caso se un giornalista scrivesse "è morto il ministro di pietro" e la cosa non fosse vera nessuno chiederebbe un inchiesta per un caso di omicidio, ma per qualcos altro sicuramente sì. in altre parole, secondo lei il problema è che i conteggi non sono truccati. secondo me il problema che anche se non sono truccati si può cercare di fare credere che lo siano.


«Questa vicenda spero proprio che non autorizzi nessuno a fare il gradasso. Insomma, io ero contrario all'impostazione di molti, nella maggioranza, che si opposero alla richiesta della Casa delle libertà di procedere al riconteggio dei voti. Ho trovato sbagliato aver detto di no alla richiesta dell'opposizione. E ancora adesso sarei favorevole a questo procedimento. Servirebbe a fare maggiore chiarezza»

e a lei e ai suoi colleghi di fare il gradasso chi l'ha autorizzata? perchè avete in mano voi il monopolio del riconteggio? perchè se mezzo paese chiede il riconteggio dopo le elezioni vinte di un soffio il riconteggio non viene fatto? ma poi arriva quel pirla di deaglio e dice che i brogli li ha fatti berlusconi e allora tutti a gridare "alla riconta! alla riconta!". ma poi si scopre appunto che deaglio è un porla e allora nessuno vuole ricontare più niente?


un ultima riflessione dedicata al giornalista d'inchiesta deaglio: se uno vince le elezioni di poco e ci sono dei brogli, è probabile che siano stati fatti da chi ha vinto, non da chi ha perso. se davvero hai un briciolo di buona fede fai anche una bella inchiestina su possibili brogli bipartizan.

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