l’ingerenza della chiesa in politica: quanto di più intellettualmente onesto offra oggi il mercato.
la politica è come il calcio: è un peccato che tutti quelli che saprebbero mandare avanti il paese siano impegnati a guidare taxi, a tagliare i capelli e a fare qualsiasi altro mestiere che non sia quello della politica.
io la politica non l’ho mai fatta, ma ne ho qualche frequentazione. l’unico vantaggio che ne ho portato a casa è stato quello di perdere due lavori guadagnando però tre bottiglie di straordinario whisky scozzese di cui or ora ne sorseggio un bicchiere. intendiamoci, non parlo della politica dei ds e di forza italia. dei prodi e di berlusconi. io parlo della vera politica, quella che muove tutto, quella che dei corridoi, quella dei poteri, quella che sta dietro i ds e forza italia, quella a cui anche prodi e berlusconi sono funzionali.
mi fanno sorridere i giornalisti dei tg quando raccontano la fredda cronaca della giornata politica. mi chiedo se davvero credano a quel gioco delle parti che vanno raccontando. per ascoltare qualcosa di politicamente verosimile bisogna ascoltare per forza la rassegna stampa di bordin su radio radicale e anche lì comunque non si penetra più di tanto l’apparenza. ciò che mi stupisce è che gli italiani credano veramente che fassino sia il capo dei ds e prodi il capo dell’unione.
la politica è un luogo in cui uno per sopravvivere deve prima di tutto individuare il suo ideale, e in questo ammetto possa esserci una onestà intellettuale di base. dopodichè si lancia in un solo contro tutti intessendo relazioni, amicizie e inimicizie appoggiandosi a destra e a sinistra (non solo metaforicamente) tra compagni e avversari cercando di rappresentare il maggior numero di interessi e controinteressi per avere voce in capitolo legando a se altri politici che a loro volta ne legano altri e tutti insieme ci si spintona in amicizia.
l’ultimo di questi innumerevoli stadi della politica è l’agone democratico in cui questi interessi si traducono in voti. così ogni partito fondato su una solida tradizione o su solidi principi cerca di raccattare un po’ ovunque quei portatori di istanze che dovrebbero tradursi in voti e, di conseguenza, in potere.
ovviamente essendo che anche chi sceglie i candidati è un politico, anche quest’ultima scelta è soggetta a una contrattazione del tipo “io ti faccio eleggere, ma poi tu voti alcune leggi che io ti propongo (e che interessano i miei rappresentati)”.
la politica alla fine diventa quindi un gioco di lobby che muovono pedine che a loro volta cercano di muovere le lobby barcamenandosi nei giochi di potere con l’unico scopo che il giorno in cui si dica di lui “è bruciato” sia il più lontano possibile.
questa politica non si vede mai al tg. al tg si vede john wayne rutelli che si riempie la bocca degli “interessi dei cittadini”, si vede prodi che predica il vangelo della serietà (ci avete mai fatto caso che quando parla di serietà ride sempre?),.si ode schifani ripetere come un disco rotto “l’unione è in pezzi” anche se ultimamente si vede sempre meno, si vede calderoli difendere la tradizione celtico giudaica contro i barbari invasori etc.
ma cosa ci sia dietro non è dato saperlo. o meglio è dato, ma bisogna andarselo a guardare con un po’ più di attenzione, attenzione che all’elettore medio può mancare. e così ci si affida a grillo e travaglio, le voci fuori dal coro ma questa è un’altra storia.
e in tutto questo che c’entra la chiesa? c’entra, perché anche la chiesa partecipa al gioco, e come tutti i giocatori sfrutta il gioco delle parti dei berlusconi, dei fini, dei casini, dei rutelli, dei mastella, ma lo fa alla luce del sole. la chiesa c’entra perché partecipa, ma mette le cose in chiaro prima delle elezioni, perché in campagna elettorale indica ai cattolici, che fino a prova contraria sono elettori come gli altri, quali siano i temi non negoziabili, e i politici, un po’ per ideale, un po’ per il gioco delle parti di cui sopra, impostano la loro campagna elettorale su questi interessi, si prendono i relativi voti, e il madato di tali voti devono rappresentare. e se così non si comportano la chiesa dice anche alla binetti di turno “cara signora noi ti abbiamo mandato a difendere la famiglia, se ci tradisci ti scordi il nostro appoggio per i prossimi due secoli”. mastella ha impostato la sua campagna elettorale sulla difesa della famiglia, quasi a dire “vuoi votare a sinistra ma non vuoi i pacs? vota me che starò a sinistra ma voterò no ai pacs”. grazie a questa campagna è riuscito a raccogliere consensi anche al di fuori di ceppaloni e adesso si vorrebbe che in nome della presunta laicità dello stato clemente tradisse i suoi elettori?
francamente preferisco ruini che minaccia un documento vincolante per i cattolici ai sordidi e nascosti giochi di palazzo in cui dietro le facce da sepolcri imbiancati si nasconde la menzogna eretta a sistema di vita.