i figli di lupin e quelli di capitan harlock
i miei 3 lettori, e non è un numero per dire ma ho in mente nomi e cognomi, avranno notato come sul blog ci sia un piccolo banner autoprodotto che linka l'eppello per l'educazione. educazione è una parola che fa pandan con cultura e probabilmente non ci può essere l'una senza l'altra.
leggo di una ragazzina australiana che sommersa di sms violenti si è tolta la vita. immediate le riflessioni che, ovviamente, non hanno riguardato tanto il fatto che a dodici anni si possa morire in questo modo, quanto il fatto che occorre valutare se un cellulare possa essere dato a un dodicenne.
ergo il problema non è un'educazione, una cultura adeguata, ma un limite di permesso, una regola che lavori al nostro posto, per evitare di dover guardare un figlio negli occhi e dirgli "ti vedo triste. cosa succede?".
e l'educazione e la cultura sono importanti più di quanto ci rendiamo conto.
spesso si fa fatica a comprendere il pensiero dell'altro perchè non capiamo che il nostro ragionamento si basa su categorie date per scontate, che scontate non sono, ma sono il risultato di un lento imprinting, di un'aria, di una educazione o di una diseducazione respirata fin da quando siamo nati senza rendercene conto.
proprio in questi giorni mi sono riascoltato un po' di sigle dei cartoni animati, cartoni animati che peraltro non guardavo se non di rado perchè mia mamma non era d'accordo. in particolare mi sono concentrato sui cartoni animati educativamente più paradossali, quelli con un ladro per protagonista. se il cartone animato in sè non si poneva problemi etici (categorie di altri paesi, quindi altre categorie) le italianissme sigle dovevano in qualche modo educare, o per meglio dire moraleggiare. ma non potevano certo dire che chi ruba deve andare in galera! e allora?
ecco le eleganti soluzioni:
occhi di gatto
senza forza, né violenza
poiché fanno sempre tutto con prudenza.
sono pronte a rubare
solo cose assai rare
la giustificazione di rubare solo cose rare, che però è in realtà un'aggravante in quanto di maggior valore, viene associata alla virtù cardinale della prudenza che permette di non far del male a nessuno e lascia un alone di santità sulle tre fascinose furfantesse.
ma il vero punto è che da robin hood in poi il furto è visto come un mezzo giustificabile da un fine più alto. un esempio?
capitan harlock
il suo teschio è una bandiera che vuol dire libertà,
vola all'arrembaggio però un cuore grande ha
fammi rubare capitano un'avventura
dove io son l'eroe che combatte accanto a te,
fammi volare capitan senza una meta
tra i pianeti sconosciuti per rubare a chi ha di più
sono proprio queste ultime due righe che mi colpiscono in quanto con queste ultime due righe passa senza mezzi termini il concetto che se uno ha di più di un altro c'è qualcosa che non va e che il modo giusto per riequilibrare le cose è toglere a chi ha di più per una redistribuzione più equa. senza entrare nel merito della giustezza, direi che è una teoria economica bella e buona che tutti i bambini della mia generazione si sono bevuti e l'hanno trasformata in categoria indiscutibile.
non avendo peraltro mai visto il cartone animato in questione non mi pronuncio sulla moralità del personaggio e prendo per buono che, come una moderna non profit, redistribuisse gli utili della sua attività. su questo punto chiederei ai miei 3 lettori che sicuramente guardavano capitan harlock di farmi sapere come andavano le cose.
non posso però fare a meno di pronunciarmi su un altro personaggio di un cartone animato da me visto stravisto: lupin. eh sì perchè la mitica sigla finale di lupin recitava:
ruba i soldi solo a chi ce ne ha di più
per darli a chi non ne ha
sembra giusto però non si fa
neanche un pò.
a me però, però è simpatico e non saprei dire di no
a lupin il mio cuore darò
tripla capriola moralista pure carpiata. il primo moralismo è che lupin ruba solo a fin di bene. secondo moralismo rubare a fin di bene sembra giusto ma non si fa neanche un po'. terzo moralismo: l'amore che supera tutto.
ma il punto è proprio che lupin non è un ladro a fin di bene, ma un ladro e basta, un ladro che ruba per diventare sempre più ricco e sempre più felice. e questo è politicamente scorretto.
i risultati?
i nipotini di capitan harlock vanno in corso buenos aires a spaccare tutto per rubare a chi ha di più e il loro genitori, grigi moralisti del volemose bene dicono che sembra giusto però non si fa neanche un po'.
alla fin della fiera preferisco berlusconi, ricorda lupin ma almeno è sempre se stesso.