mercoledì, 29 marzo 2006,14:22

porcondicio

l'ufficio stampa dell'unione ha presentato un esposto al presidente della repubblica. pare infatti che la parola berlusconi occupi il doppio dello spazio sui media rispetto alla parola prodi. questo a causa del differente numero di caratteri. la richiesta è che berlusconi modifichi il suo cognome in berlu.

il premier ha protestato: "si tratta di una regola comunista e liberticida".

non si è fatta attendere la sagace risposta del professore: "o lui si fa chiamare berlu o io divento prodisconi". 

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martedì, 28 marzo 2006,23:29

che confusione, sarà perchè (vo)tiamo

mi si obietta che il proporzionale acuisce il problema della non possibilità di scelta del candidato. ma come dice il berlusca: "è proprio il contrario della realtà!"
dato che non siamo in una repubblica presidenziale ma in una repubblica parlamentare, il capo del governo non lo sceglie il popolo ma il parlamento. ciò significa che almeno formalmente nè con il maggioritario nè con il proporzionale noi scegliamo berlusconi o prodi. teoricamente il prossimo presidente del consiglio potrebbe essere luxuria o rosy bindi. noi eleggiamo solo, si fa per dire, i deputati.

quando nel 1994, dopo nemmeno un anno di governo, è caduto il governo berlusconi non sono state fatte nuove elezioni, si è fatta una nuova maggioranza. chi aveva perso le elezioni si è messo a governare, con dini prima e con maccanico poi, perchè i deputati avevano deciso così.

lo stesso è avvenuto con il governo prodi, che è diventato governo d'alema e governo amato senza alcun passaggio dalle urne

anche con la legge elettorale precedente non si poteva scegliere il candidato, ma la lista, ma i candidati erano due uno a destra e uno a sinistra: sei un attivo sostenitore di alleanza nazionale? vivi intensamente il valore della patria? mi spiace, il polo ha candidato un leghista e ti tocca votarlo.

sei un margheritino residente in una circoscrizione in cui è candidato uno di rifondazione, mi spiace ma per la formula della desistenza non solo non puoi votare uno del tuo partito, ma nemmeno uno della tua coalizione. a causa della suddetta resistenza voti un rifondarolo che, in caso di vittoria della tua coalizione garantirà un "appoggio esterno".

con il proporzionale invece ogni partito mette lì il suo parterre di candidati. ce n'è uno per ogni partito, la scelta dei componenti avviene all'interno delle segreterie e non è un granchè, ma almeno se non ti piace quello dei ds puoi votare quello della margherita, quello della rosa nel pugno, un verde, un comunista etc. idem per la fazione opposta.

francamente fa schifo ma è pur sempre un miglioramento.

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lunedì, 27 marzo 2006,20:52

scemo chi legge (elettorale)

giuro che non è polemica ma ignoranza. se dico una fesseria correggetemi. prima di lanciarmi nella fesseria premetto che l'attuale legge elttorale mi fa schifo. premetto anche che concordo con i centrosinistri quando dicono che non è giusto che si vada a votare senza esprimere la propria preferenza sul candidato.

nella mia infinita ignoranza mi sembra di ricordare però che anche alle ultime elezioni politiche fosse così, e che infatti la riforma elettorale abbia riguardato solo il passaggio dal sistema maggioritario al sistema proporzionale.

ma se gli faceva così schifo il fatto di votare solo il partito, perchè non hanno cambiato la legge quand'erano al governo?

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giovedì, 23 marzo 2006,12:58

la storia è polaccocentrica

leggo di un nutrito gruppo di insegnanti del varesotto che sotto il lume della ragione sono giunti alla conclusione che i testi scolastici di storia sono offensivi nei confronti della cultura islamica.
secondo costoro parlare parlare dell'avanzata ottomana verso l'europa avvenuta tra il xiv e xv secolo, come di un tentativo di invasione è un insulto. i testi vanno cambiati eliminando i riferimenti a una storia "europacentrica"
propongo, già che ci siamo, di cancellare anche la battaglia di lepanto. anzi no, diciamo che hanno vinto i turchi tanto noi saimo bravi a non offenderci più di nulla.
a questo punto direi che per non offendere i tedeschi sarà anche il caso di togliere dai libri di storia qualsiasi accenno all'invasione della polonia da parte di hitler. perchè è anche ora di finirla con questa storia polaccocentrica.
mi domando: ma quando si mettono sotto il lume della ragione si ricordano di attaccare la spina?

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venerdì, 17 marzo 2006,14:11

i figli di lupin e quelli di capitan harlock

i miei 3 lettori, e non è un numero per dire ma ho in mente nomi e cognomi, avranno notato come sul blog ci sia un piccolo banner autoprodotto che linka l'eppello per l'educazione. educazione è una parola che fa pandan con cultura e probabilmente non ci può essere l'una senza l'altra.
leggo di una ragazzina australiana che sommersa di sms violenti si è tolta la vita. immediate le riflessioni che, ovviamente, non hanno riguardato tanto il fatto che a dodici anni si possa morire in questo modo, quanto il fatto che occorre valutare se un cellulare possa essere dato a un dodicenne.
ergo il problema non è un'educazione, una cultura adeguata, ma un limite di permesso, una regola che lavori al nostro posto, per evitare di dover guardare un figlio negli occhi e dirgli "ti vedo triste. cosa succede?".
e l'educazione e la cultura sono importanti più di quanto ci rendiamo conto.

spesso si fa fatica a comprendere il pensiero dell'altro perchè non capiamo che il nostro ragionamento si basa su categorie date per scontate, che scontate non sono, ma sono il risultato di un lento imprinting, di un'aria, di una educazione o di una diseducazione respirata fin da quando siamo nati senza rendercene conto.

proprio in questi giorni mi sono riascoltato un po' di sigle dei cartoni animati, cartoni animati che peraltro non guardavo se non di rado perchè mia mamma non era d'accordo. in particolare mi sono concentrato sui cartoni animati educativamente più paradossali, quelli con un ladro per protagonista. se il cartone animato in sè non si poneva problemi etici (categorie di altri paesi, quindi altre categorie) le italianissme sigle dovevano in qualche modo educare, o per meglio dire moraleggiare. ma non potevano certo dire che chi ruba deve andare in galera! e allora?
ecco le eleganti soluzioni:

occhi di gatto
senza forza, né violenza
poiché fanno sempre tutto con prudenza.

sono pronte a rubare
solo cose assai rare

la giustificazione di rubare solo cose rare, che però è in realtà un'aggravante in quanto di maggior valore, viene associata alla virtù cardinale della prudenza che permette di non far del male a nessuno e lascia un alone di santità sulle tre fascinose furfantesse.

ma il vero punto è che da robin hood in poi il furto è visto come un mezzo giustificabile da un fine più alto. un esempio?

capitan harlock
il suo teschio è una bandiera che vuol dire libertà,
vola all'arrembaggio però un cuore grande ha
fammi rubare capitano un'avventura
dove io son l'eroe che combatte accanto a te,
fammi volare capitan senza una meta
tra i pianeti sconosciuti per rubare a chi ha di più

sono proprio queste ultime due righe che mi colpiscono in quanto con queste ultime due righe passa senza mezzi termini il concetto che se uno ha di più di un altro c'è qualcosa che non va e che il modo giusto per riequilibrare le cose è toglere a chi ha di più per una redistribuzione più equa. senza entrare nel merito della giustezza, direi che è una teoria economica bella e buona che tutti i bambini della mia generazione si sono bevuti e l'hanno trasformata in categoria indiscutibile.
non avendo peraltro mai visto il cartone animato in questione non mi pronuncio sulla moralità del personaggio e prendo per buono che, come una moderna non profit, redistribuisse gli utili della sua attività. su questo punto chiederei ai miei 3 lettori che sicuramente guardavano capitan harlock di farmi sapere come andavano le cose.

non posso però fare a meno di pronunciarmi su un altro personaggio di un cartone animato da me visto stravisto: lupin. eh sì perchè la mitica sigla finale di lupin recitava:

ruba i soldi solo a chi ce ne ha di più
per darli a chi non ne ha
sembra giusto però non si fa
neanche un pò.
a me però, però è simpatico e non saprei dire di no
a lupin il mio cuore darò

tripla capriola moralista pure carpiata. il primo moralismo è che lupin ruba solo a fin di bene. secondo moralismo rubare a fin di bene sembra giusto ma non si fa neanche un po'. terzo moralismo: l'amore che supera tutto.
ma il punto è proprio che lupin non è un ladro a fin di bene, ma un ladro e basta, un ladro che ruba per diventare sempre più ricco e sempre più felice. e questo è politicamente scorretto.

i risultati?
i nipotini di capitan harlock vanno in corso buenos aires a spaccare tutto per rubare a chi ha di più e il loro genitori, grigi moralisti del volemose bene dicono che sembra giusto però non si fa neanche un po'.

alla fin della fiera preferisco berlusconi, ricorda lupin ma almeno è sempre se stesso.

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giovedì, 16 marzo 2006,20:40

strumentalizzazioni

prodi, per evitare strumentalizzazioni, non partecipa al corteo di corso buenos aires dando a berlusconi la possibilità di strumentalizzare il fatto.

a volte la politica è molto sottile, quasi invisibile.

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mercoledì, 15 marzo 2006,22:34

adriano: tre metri sopra il cielo

post doppio per celebrare adriano che sbaglia il rigore, ma non è colpa sua.

tiratelo voi un rigore a s. siro dopo 20 ore di coda in posta. mancini doveva far tirare recoba che a fare la coda ci ha mandato moratti.

secondo argomento: ho appena guardato 5 minuti di "tre metri sopra il cielo", capolavoro finanziato dallo stato, quindi da noi, da me.

il primo che mi viene a dire che la scuola libera non deve avere finanziamenti in quanto "attività privata" gli sputo in un occhio.

senza vergogna, ma soprattutto senza ritegno.

è un post acido. lo so.

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domenica, 12 marzo 2006,15:07

fascisti e comunisti giocavano a scopone e vinsero i fascisti con l'asso di bastone

era una canzoncina che mi cantava mia nonna quand'ero piccolino. non è che la capissi molto. adesso invece è molto più chiara. il passato insegna, ed insegna per farci avere un futuro migliore. a proposito del futuro (quanto mi piace digredire) in data odierna uno sconosciuto giapponese di 31 anni, all'anagrafe tale yuji ide ha esordito in formula 1. c'è qualche speranza anche per me. se qualche sponsor passasse di qui sono in grado di promettere un campionato tranquillo.

ma torniamo ai fascisti e ai comunisti. una cosa che mi lascia perplesso da sempre sono gli ismi. qualsiasi cosa che finisca in ismo e l'ista che la propone portano in sè il limite intrinseco di esaltare un aspetto della realtà in modo totalizzante. da questo i regimi totalitari, regimi in cui l'uomo è funzionale al particolare scelto per l'occasione. che sia l'ordine o l'uguaglianza sociale poco cambia.

se poi all'ismo in questione viene preposto un anti siamo veramente alla frutta. quando sento che l'italia è una nazione fondata sull'antifascismo mi vengono i brividi. se non ci fosse stato il fascismo non saremmo in grado di esistere?

se poi penso che gli antifascisti, che sarebbero i buoni, per protesta contro un corteo autorizzato di fascisti, che sono i cattivi, hanno pensato bene di fracassare un po' di vetrine e di dare alle fiamme un po' di auto in corso buenos aires a milano, i conti mi tornano sempre meno.

o forse mi tornano un po' di più.

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lunedì, 06 marzo 2006,20:50

benedetto mastella! d’altronde è un ragazzo

 

qualcuno ne parla già come prove generali del grande centro, ma non è vero. manca rutelli.

la polemica riguarda l’udienza generale del papa in cui riceverà tra gli altri berlusconi, casini e mastella.

l’ala laicista del centro sinistra ha dato in escandescenza.

per amor di verità dico che stavolta ha ragione prodi (forse da domani non lo chiameranno più professore) "non intendo in alcun modo prestarmi a polemiche di nessun tipo circa le udienze che il papa ritiene, legittimamente, di concedere. non voglio strumentalizzare né coinvolgere la chiesa e le gerarchie ecclesiastiche nella campagna elettorale".

ai critici, rosa nel pugno in primis che sbraita contro le solite ingerenze vaticane, mi piacerebbe spiegare alcune cose molto banali:

il primo punto è che il papa le udienze non le chiede, le concede. se qualcuno chiede udienza non è certo il papa che deve valutare se sia una richiesta saggia o meno per la situazione politica italiana. altrimenti sì che sarebbe un’ingerenza.

secondo: trattasi di udienza generale, non privata; il che significa che ci può andare senza particolari problemi chiunque si ritenga interessato a incontrare il papa, e il papa non fa una particolare selezione all’ingresso.

terzo chi ha chiesto udienza non sono i tre ragazzi italiani, ma il partito popolare europeo, che probabilmente ha stabilito le date del congresso senza pensare alle scadenze elettorali italiane.

quarto: un ragazzo su tre, mastella, appartiene allo schieramento del centro sinistra, quindi trattasi di udienza bipartizan. ma forse i centro sinistri non si fidano degli alleati. secondo me fanno bene a non fidarsi, ma tirare in mezzo la chiesa chiamasi coda di paglia.

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domenica, 05 marzo 2006,16:27

i calcoli di prodi: o li fai o ti vengono

 

dichiarazione di prodi alla domanda su quanto costerà il bonus bebè:

“l´iniziativa comporterà una spesa di 800 milioni di euro per il primo anno con un aumento costante di 270 milioni negli anni successivi» (fonte “la repubblica” del 26 febbraio 2006).

facciamo due conti:

in italia nascono ogni anno oltre 500.000 bambini (fonte istat).

quindi se facciamo 500.000 (numero dei bambini annui) x 3 (la fascia di anni coperta) x 2.500 (gli euro a bambino nato) fa esattamente  € 3.750.000.000,00 (3 miliardi e settecentocinquanta milioni) ossia più di 4 volte e mezzo di quanto dichiarato da prodi.

dato che il progetto prevede che i fortunelli che nasceranno sotto il governo prodi ricevano il bonus una volta all’anno fino al compimento del 18° anno di età ogni anno la spesa aumenterà. per sapere di quanto basta fare 500.000 (numero dei bambini annui) x 2.500 (gli euro a bambino nato) che fa esattamente  € 1.250.000.000,00 (un miliardo e duecentocinquanta milioni), ossia più di 4 volte e mezzo di quanto dichiarato da prodi.

sul costo dell’operazione a regime (in tutti i sensi) prodi non si è pronunciato ma mi permetto di aiutarlo. tra quindici anni cioè quando ogni minorenne riceverà 2.500 euro all’anno la spesa sarà 500.000 (numero dei bambini annui) x 18 (la fascia di anni coperta) x 2.500 (gli euro a bambino nato), cioè  € 22.500.000.000,00 (22 miliardi e 500 milioni) all’anno. la cifra si commenta da sola.

si dice in giro che prodi da presidente dell’iri prima e da presidente del consiglio poi abbia svenduto qualche azienda appartenente allo stato italiano.

tutte cattiverie di chi non sa fare i conti.

resta solo un dubbio: ma quando lo chiamano “professore” lo prendono per il culo?

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