"Ho speso molti soldi per l’alcool, le donne, le auto. Il resto l’ho sperperato"
George Best
"Ho speso molti soldi per l’alcool, le donne, le auto. Il resto l’ho sperperato"
George Best
mina vagante
in periodo di vacche magre dal punto di vista creativo continuo ad attingere farina dal scco altrui. senza glutine aggiunto.
la rivolta parte dall'educazione - intervento di mina su la stampa
mi basterebbe la non maleducazione, la non villania, la non aggressività, la non prevaricazione bieca. farei anche a meno dell’educazione, nel senso dell’accezione classica. ho trovato più grazia nell’uomo totalmente ignorante che nei male acculturati. la stessa grazia che poi si ritrova in persone con un’altissima cultura. e questo lo diceva pasolini, con la solita inesorabile lucidità di analisi.
è la via di mezzo, che comprende la stragrande maggioranza degli abitanti del pianeta, che provoca sbandamenti, complessi, disadattamenti. insomma, problemi seri. e non si può neanche attribuire la colpa soltanto alla mancanza di maestri illuminati. e, probabilmente, neppure soltanto ai genitori. la carenza educativa è questione epocale, forse addirittura culturale.
ne discutono ampiamente in francia, dove, dopo giorni di analisi veterosociologiche per spiegare le banlieues in fiamme, scendono in campo i filosofi: chi analizza il fallimento dei modelli educativi e chi adotta la categoria del nichilismo per capire l’odio incendiario. e che la questione educativa non riguardi solo i giovani francesi, ma sia un’emergenza anche nostra lo dimostra l’appello sottoscritto da quasi sessanta intellettuali, docenti universitari, direttori di giornali e imprenditori che, prendendo spunto da una frase di don giussani, si rivolgono a «chiunque abbia a cuore il bene del nostro popolo» per segnalare l’urgenza di ripartire dall’educazione.
nel casino delle parole che non dicono più niente, condensate in dibattiti che diventano liti, in sondaggi, in cori da curva sud, in tesi precostituite, non si colgono contenuti forti che sappiano scalfire la scorza mentitora del nulla. in un occidente stanco e ripiegato dominano gli slogan della totale equivalenza della tesi e dell’antitesi, della mia verità che è uguale alla tua, del dubbio metodico, dell’esaltazione del relativo.
ad un ragazzo che vive di modelli che comunicano l’immediatezza del successo, come si può trasfondere il desiderio di migliorarsi, la stimolante curiosità che permette di entrare nella realtà per coglierne il gusto, il fascino, il senso e il mistero? chi dirà a quella ragazza di udine, che si è spogliata in aula davanti ai compagni per essere eletta rappresentante di classe, che ci si afferma a costo di fatica, di impegno, di pazienza? occorre che la vera ribellione passi dalle banlieues ad ogni contesto, pubblico e privato, in cui viva un uomo in crescita. che desidera una vita libera e la vuole comprendere, condotto da chi la condivida con lui.
mi hanno girato qiesta.
la pubblico molto volentieri
sabato 22 ottobre, a torino, alle 18, nel corso si una manifestazione dei centri sociali, un gruppo di teppisti lanciava un petardo all'interno della chiesa del carmine, mentre i fedeli stavano assistendo alla messa prefestiva. quindi festeggiava con un¹orinata collettiva sulla facciata della chiesa e - a futura memoria - lasciava scritto sui muri: "con le budella dei preti impiccheremo pisanu" e "nazi-ratzinger". successivamente i manifestanti tentavano d'incendiare le sedi degli uffici di un parlamentare e del vicepresidente del consiglio regionale, entrambi diessini.
la notizia non sarebbe apparsa sui giornali nazionali se marcello pera non avesse condannato il silenzio della città di torino. gli ha risposto il sindaco sergio chiamparino, definendo strumentali le accuse di pera ed invitando ad ignorare i facinorosi. di diverso avviso gerardo bianco: «chi non li condanna duramente è connivente». don salvatore vitiello, che risiede presso la chiesa del carmine ed ha assistito all'aggressione, chiede: «è questa la libertà di manifestare, calpestando i diritti altrui e oltraggiando il sentimento religioso del popolo? è sempre possibile il vilipendio al cattolicesimo, senza argine alcuno?».
sembra che la risposta ad entrambe le domande sia si, ed intanto da parte di molti ci si affanna ad anestetizzare il fatto e vengono inviti ad ignorarlo. la parola d¹ordine è: minimizzare. tanto che in un pezzo del 26 ottobre titolato "cattolici tiepidi pera non sfonda" - cronaca di torino, naturalmente - de "la stampa" si legge che "i toni di accusa alla città di don salvatore vitiello, il prete di cl testimone dei fatti, sono parsi ad alcuni eccessivi e non improntati al dialogo". ma dialogo con chi?.
non è giusto tacere, questo episodio si inserisce in un contesto intimidatorio che si trascina da mesi, è importante esprimere il nostro pacato dissenso di cittadini, è importante farsi sentire.
ho appena sentito una cotonata vj di mtv che ripercorrendo la carriera degli u2 afferma:
"all'inizio degli anni 90 si mettono simbolicamente in vendita sul mercato della musica commerciale"
hanno anche fatto un sacco di grana.
simbolicamente ovviamente.
camerata d'alema presente
accade di tanto in tanto che una persona che ha dei valori in cui credere prenda la propria ideologia e come con una luce accecante cerchi di illuminare la realtà. ma la realtà è fatta di specchi e chi ha in mano la luce ne resta abbagliato.
accade che la stessa persona prenda in mano un paralume e si accorgq di come i contorni illuminati dalla stessa luce diventino più nitidi.
accade che nel caso in questione il tizio dotato di paralume si chiami massimo d'alema che ad oggi è noto soprattutto in quanto sfliza di ex cose. per citarne solo un paio è ex comunista ed ex presidente del consiglio. tra l'altro è anche l'unico italiano a poter vantare entrambe le cose
accade che d'alema, alla luce dei suoi valori sostenga una cosa strana come i diritti umani.
accade che d'alema si permetta di affermare che "l'uccisione di mussolini fa parte di quegli episodi che possono accadere nella ferocia della guerra civile, ma che non possiamo considerare accettabili. un processo sarebbe stato più giusto. al di là dell'accertamento delle responsabilità individuali, un processo al duce come quello di morimberga avrebbe consentito anche di ricostruire un pezzo della storia italiana".
accade che fassino quello contro ogni forma di guerra e violenza senza se e senza ma, quello che w il popolo della pace che ha appeso le bandiere arcobaleno etc. risponda che "non ha senso riaprire questa pagina che si presta soltanto a un revisionismo storico-strumentale; la guerra ha le sue logiche spietate. non si può dimenticare quanti partigiani sono stati torturati, fucilati, morti nei campi di sterminio. a quelli nessuno ha fatto il processo".
la guerra avrà anche le sue logiche. se per fassino sono sbagliate allora ha ragione d'alema. se per fassino sono giuste allora la smetta di rompere le scatole con il popolo della pace al quale non appartiene.
oppure su quel periodo gli ex - comunisti hanno qualche migliaio di cadaveri nell'armadio?
accade che intervenga armando cossutta sostenendo che "mussolini è stato processato dalla storia e comunque è stato condannato alla fucilazione in nome del popolo italiano dagli unici organismi allora competenti, dotati di pieni poteri legali, e cioè il comitato di liberazione mazionale ed il corpo volontari della libertà", e che "i gerarchi nazisti furono catturati dagli eserciti alleati e giustamente processati a norimberga. In italia provvidero gli italiani, non per odio ma per dignità".
se ne deduce che:
- cossutta ritiene che chiunque possa senza libere elezioni, se animato da una causa (secondo lui) giusta, autonominarsi portavoce del popolo italiano e nel suo nome istituire processi contro chicchessia
- cossutta è favorevole alla pena di morte
- cossutta considera inutile utilizzare giudici e tribunali per i processi. basta la folla e la pubblica piazza.
- cossutta considera mirabile esempio di dignità appendere a testa in giù i cadaveri dei condannati giustiziati per esporli al pubblico ludibrio.
e poi dicono che è svalvolato tremaglia