domenica, 25 settembre 2005,21:51

dio è sottile, non malizioso

(appeso nello studio di albert einstein)

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domenica, 18 settembre 2005,20:39
matrimonio, coppie di fatto e omosessualità
 
infervora la polemica dopo che il probabile futuro presidente del consiglio ha aperto alle coppie di fatto. alcune riflessioni.
 
il matrimonio è un'istituzione di diritto naturale, tanto è vero che, pur in forme diverse, è contemplato in tutte le culture e in tutte le religioni. il matrimonio gay non è un'istituzione di diritto naturale, tanto è vero che non esiste in nessuna cultura e in nessuna religione. in nessuna forma. il matrimonio gay è figlio (non adottivo) della modernità.
 
va poi rilevato che il concordato tra stato italiano e chiesa cattolica del 1929 porta ad una sorta di identificazione tra matrimonio religioso e matrimonio civile, ma non il contrario.
 
il fatto che nei settant'anni successivi non vi sia stato alcun problema, nemmeno con le modifiche del 1984 (ben dieci anni dopo il referendum sul divorzio), si spiega con il radicamento dell'istituto familiare nella cultura e nella tradizione italiana.
 
in questo contesto si è inserita la maturazione (o il degrado a seconda dei punti di vista) culturale indirettamente figlio del 68, che ha portato i figli della rivoluzione sessuale a vivere quello che per i genitori era per dirlo alla gaber soltanto un'idea, un'astrazione.
 
e così siamo arrivati alla attuale "crisi del matrimonio".
 
se lo guardiamo dal punto di vista giuridico il matrimonio è un semplice contratto ma con caratteristiche ben precise. il fatto di istituire un "legame di parentela" tra due persone concede alcuni privilegi soprattutto in termini di eredità.
sappiamo infatti che la legge prevede che in caso di morte l'eredità venga distribuita tra i parenti e che anche in caso di testamento contrario, è prevista una quota "legittima" per i parenti estromessi.
per non parlare poi della cittadinanza che uno straniero può ottenere attraverso il matrimonio.
 
e fu così che nacque il pacs
 
a questo punto occorre fare una distinzione tra coppie di fatto e coppie gay.
nel primo caso la richiesta di legalizzazione appare come un controsenso. perchè mai chi non vuole legalizzarsi attraverso il matrimonio civile dovrebbe desiderare un'altra forma di legalizzazione?
il problema può essere al massimo sentito dalle coppie gay. e non è un caso che l'apertura al pacs da parte del professore sia avvenuta attraverso una lettera aperta a grillini (arcigay).
i favorevoli al pacs però dicono che non è uno strumento solo ad uso e consumo dei gay, ma è uno strumento di mutuo soccorso che serve ad estendere i diritti sanciti dal legame matrimoniale a forme diverse di convivenza, anche semplicemente amicale.
 
può essere che sia vero (anche se ho i miei dubbi). però mi sembra comunque una visione miope. se guardiamo le cose un po' più dall'alto mi sembra che il problema sia che la legge italiana è fortemente limitante nelle possibilità di contrattualizzare situazioni particolari. ma mi sembra riduttivo pensarla solo in termini di coppia.
 
se ci sono tre amici che si vogliono molto bene e decidono di andare a vivere insieme assistendosi reciprocamente perchè non dovrebbe esistere un pacs anche per loro? li vogliamo discriminare?
 
la soluzione potrebbe essere, come ad esempio proposto da tremonti, rendere più libera la gente di stipulare contratti con chiunque e su qualsiasi materia (più o meno). in questo modo due o più persone (gay o non gay) si mettono d'accordo, stilano il loro pacs personale e siamo tutti felici.
 
a meno che dietro al pacs si nasconda la richiesta di un riconoscimento più radicale da parte dello stato. un riconoscimento che diventi l'anticamera del matrimonio gay e della possibilità da parte di una coppia gay di adottare figli.
 
ma allora è un'altra storia. ma allora togliamoci la maschera.
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mercoledì, 14 settembre 2005,09:29

prodi si allena da premier

ha cominciato anche lui a farsi fraintendere

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domenica, 04 settembre 2005,20:13

berlusconi: se perdo le elezioni mi ritiro

"Se gli italiani mi daranno la fiducia mi sacrificherò per altri cinque anni. Altrimenti salirò su una bellissima barca, a Tahiti e ringrazierò la fortuna che mi ha salvato dalle responsabilita"

premier dixit

sarà bene che il centro sinistra si interroghi sul futuro;  senza il nemico pubblico numero uno pare lecito chiedersi quale collante potrebbe tenere uniti prodi, bertinotti, fassino, rutelli e mastella.

forse il bostik

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venerdì, 02 settembre 2005,00:35

mi hanno provocato sull'esistenza di dio

ho letto un post su noantri.splinder.com in cui si parlava dell'esistenza di dio il cui concetto di fondo era se la realtà coincide con quello che desideriamo dio esiste. se la realtà è diversa da quello che desideriamo (tsunami, terrorismo, guerra) allora il suddetto non esiste.

ho lasciato un commento che ho deciso di trasformare in post

sono completamente d'accordo sul fatto che certi avvenimenti facciano venire la pelle d'oca e facciano porre certe domande.
ma perchè non rimanga solo uno struggimento interiore sterile lascio alcune riflessioni.
1- delle catastrofi citate solo una è opera della natura. le altre sono state compiute da esseri umani nel pieno esercizio del loro libero arbitrio. e allora se dio esiste cosa gli si chiede? di fulminare chiunque non si comporti secondo le sue regole? penso che nel giro di un nanosecondo l'umanità verrebbe polverizzata. e poi mi immagino le proteste! (con che diritto mi fa questo! la vita è mia e ci faccio quello che voglio. dio dovrebbe lasciare liberi noi di fare tutto il male che ci parema impedendo agli altri di fare lo stesso perchè ci darebbero alquanto fastidio. il problema è che la natura del male è la stessa sia quando un terrorista uccide un bambino sia quando uno tratta male un suo collega di lavoro.
2- content dice "IO, sempre dalla parte di coloro che vengono chiamati terroristi e kamikaze, nei giorni di Beslan ho vacillato come mai". come testimonia l'IO in maiuscolo costui sostiene davvero che dio esista, anzi di essere lui stesso l'onnipotente. infatti è lui che decide chi ha diritto a uccidere e chi no. e anche chi può essere ucciso e chi no. un soldato americano sicuramente sì, un bambino sicuramente no, un irakeno che si arruola in polizia forse, dipende dalle circostanze.
3- le grandi catastrofi colpiscono, ma sono nulla in confronto alle piccole catastrofi che ogni giorno capitano. ci sono lutti che ti segnano l'intera esistenza. ho un'amica che me lo sta insegnando. però standole vicino sto imparando che anche questo deve avere un senso e se non ce l'ha allora non ha più senso nemmeno la vita e non ha senso nemmeno il dolore che si prova per una perdita del genere. e il mistero è sempre e comunque possibilità che dio esista e che un lampo di luce squarci la buia esistenza per illuminare il significato di tutte le cose.

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