blogorrea
oggi giornata di revisione contabile. è andata bene.
partendo dal presupposto che alla gente non potrebbe importare di meno di come sia andata la mia giornata perchè aprire un blog? ce ne sono tanti e sono di gente molto più illuminata di me e molto più politically correct di me. ma sì anche voi alternativi che insultate il papa non sapete che è l'unica persona che si può insultare spacciando l'ingiuria per libero pensiero quindi assolutamente rientrante nei canoni del bon ton?
ma soprattutto perchè un blog visto che c'è fior fior di penne, pardon tastiere, migliori della mia?
forse è solo amor di verità in un mondo in cui la verità sembra essere una pallida proiezione del proprio ombelico.
si fosse almeno certi di avere un ombelico. sarebbe un punto di partenza! sarebbe accorgersi di qualcosa!
"Poca osservazione e molto ragionamento conducono all’errore,
molta osservazione e poco ragionamento conducono alla verità"
Alexis Carrel, premio Nobel per la Medicina nel 1912
a me sembra leggendo un po' in giro per blog che la gente oggi ragioni molto meglio di 1000 anni fa, ma che non osservi più niente.
blog side
quando si dice una vita fa.
l’ultima volta che mi sono messo a scrivere di notte era pochi anni fa. avevo circa settant’anni ma forse ero molto più giovane di adesso.
i fremiti nel letto di via rigola, e il sonno che combatteva con i cattivi pensieri.
ora sono qui sempre senza sonno a crogiolarmi tra il referendum e due amici in difficoltà.
la domanda è la stessa di mille secoli fa: perché tutto questo.
nelle ansie referendarie né da una parte né dall’altra ci si chiede perché valga la pena di fare un figlio. l’unica opinione che ho è che sono grato ai miei genitori di non aver fatto l’amniocentesi. non saprei dire bene perché mi abbiano voluto ma posso senz’altro dire che lo hanno fatto gratis.
fassino dice che ha combattuto perché è un bell’ideale avere un figlio sano. è un bell’ideale anche averlo biondo lo diceva anche l’adolfo qualche anno fa.
perbacco! e se poi si ammala oltre i termini di legge? si scombussola l’ideale?
l’ideale… un bastone per la vecchiaia, un modo per tirare a campare o l’unico senso in un’esistenza continuamente contraddetta e confermata.
pensavo, se quello in cui credo non è vero ho buttato via il 90% di quello che ho investito nella vita. il bello è che quello che mi preoccupa non è tanto la paura di perdere l’ingente investimento, quanto il 10% che non saprei dire dove sia finito.
però che dramma sarebbe. capisco l’alto tasso di nichilismo di chi ha fatto il 68.
e intanto dentro qualcosa rode, rode, rode. mi dispiace per quelli che non possono capire cosa voglia dire, non sanno cosa si perdono.
è paradossale come la vita diventi sempre di più una serie di cose da fare che non sono il senso della vita ma senza le quali la vita non ha più senso.
dovrei scrivere ancora qualcosa per chiudere finalmente gli occhi, mi manca poco ma non riesco a dirlo. ci sono giorni in cui l’unica alternativa è lo sconcerto e va bene, me lo prendo e me lo porto a casa. lo scrivo per poter dormire e sperare domani di capire. qualcosa. di aiutarci a capire perché accadano certe cose e perché altre non accadano.
vorrei solo che io, mia moglie, i miei amici, anche quelli che non vedo da tempo, potessero non perdere mai l’anima e le ali. per restare a testa alta anche quando si cade.